lunedì 11 giugno 2007

Esempio di vera professionalità

La scoperta più interessante della giornata, oltre al genio che continua a mandare proiettili a Bagnasco lasciandolo sprofondare nel più sterminato terrore accompagnato da scorta, è "Tuka Kulos", il nuovo pezzo della Lecciso.
La cosa più bella di questa incredibile stronzata, a parte la sua esistenza in sè, non è il titolo.
E nemmeno il sintetizzatore vocale che canta sostituendo la voce della Lecciso con quella di qualche doppiatrice di polacche disinibite che pubblicizzano qualche hotline.
E nemmeno certe sonorità prese di forza da qualche film porno di serie C2 degli anni '70.
E nemmeno il testo, capace, alla sola lettura, di provocare convulsioni e spasmi dei più violenti, anche ai più grandi estimatori del trash.
La cosa più bella di questa incredibile stronzata è il bassista.
Fateci caso, il bassista si impegna.
La linea di basso della strofa è addirittura qualcosa di serio.
E io me lo immagino il bassman in questione in sala di registrazione, tutto concentrato, a darci dentro di slap, finchè non arriva, a travolgerlo come uno tsunami fuori stagione, quell'ingiustificabile carneficina musicale che è il dododidadidadidodo del ritornello.
E poi, alla strofa successiva, far finta di niente e continuare a suonare.
Io credo che questo misterioso bassista, meriti tutto il rispetto possibile.
E anche una scorta, lui.
sheenafabio



2 Comments:

Anonymous Lo Scafo said...

Mo mi tocca pure ascoltare il pezzo allora

2:18 PM  
Anonymous Lo Scafo said...

Cazzo, l'ho ascoltato... ho rischiato di starci male ma l'ho sentita tutta fino al Tuka Kulos finale.
Dopo aver letto il post avevo pensato che il basso potesse essere un midi mooolto ben fatto... invece no hai ragione... quello c'ha lavorato sulla linea...

8:14 PM  

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