venerdì 5 gennaio 2007

Tolleranza zero

Sembra quasi di moda. Dopo Padova anche Milano innalza il suo muro di tolleranza zero.
Stavolta tocca a un grosso insediamento rom essere separato fisicamente dal resto di un quartiere alla periferia di Milano, la città più moderna ed europea di questa provinciale Italia.
Probabilmente più occupati nella fantasiosa ricerca della fantomatica ballerina di lap dance nelle metropolitane (made in Studio Aperto), i milanesi, non sbattono ciglio.
Ma anche il resto d'Italia sembra non interessarsi molto alla faccenda. Sarà il capodanno, sarà l'esecuzione di Saddam e relative polemiche, ma solo la Repubblica sembra l'unico quotidiano di un certo livello a riportare la notizia.
Tutti uniti in un collettivo silenzio, che sa di indubbia accettazione di questa separazione fisica tra i milanesi re i rom, pe la stragrande maggioranza di origine rumena.
Proprio dopo che la Romania, dal primo gennaio di quest'anno, è entrata a far parte dell'Unione Europea con la conseguenza che gli abitanti di questi insediamenti rom da cui ci si separa, sono di fatto cittadini europei a pieno titolo.
É bizzarro notare come se da una parte a Bruxelles e a Strasburgo si tenti di eliminare ogni confine, all'interno dei singoli stati questi rinascano sotto forma di più concreti muri o recinzioni.
É anche vero che nessun governo, nemmeno quello Europeo, può imporre la pacifica convivenza tra i popoli, se non da un punto di vista più strettamente e tristemente economico, con l'Euro.
L'affratellamento è un processo lungo e laborioso, ma sembra che da queste parti non sia mai iniziato.
sheenafabio